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20 maggio 2004
Martello che batte: MARIJUANA ESCLUSI DANNI PSICOSOCIALI
Diversi rapporti indicano che i giovani che fanno uso della cannabis tendono ad avvertire problemi psicologici e sociali. Tuttavia, secondo John Macleod, che ha condotto uno studio presso l'University of Birmingham, nel Regno Unito, non ci sono prove fondate che dimostrino che l'uso della marijuana sia direttamente collegato a tali problemi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista medico-scientifica The Lancet. Insomma, la cannabis non causa disturbi psicologici o problemi sociali, nè malattie mentali nè problemi di rendimento scolastico. Il fatto che sia stato rilevato un legame tra l'uso di cannabis e tali disturbi va addebitato ad altri numerosi fattori e non all'azione dei principi attivi presenti nella sostanza, comunemente ritenuta una droga. Tali fattori spesso hanno le radici nelle prime fasi della vita e possono essere associati a disturbi psicosociali ed allo stesso consumo di cannabis. L'errore che si rischia di commettere dunque, è quello di confondere cause ed effetti, attribuendo alla cannabis delle colpe da ricercare altrove. Macleod e il suo team di ricercatori ha riesaminato 48 studi a lungo termine, 16 dei quali fornivano il maggior numero di evidenze a sostegno della tesi che associa all'uso di droghe illecite i problemi psicologici o sociali di giovani d'età inferiore ai 25 anni. Un dato costante emerso dagli studi era che i giovani consumatori di cannabis avevano maggiori probabilità di raggiungere gradi d'istruzione più bassi rispetto ai giovani non consumatori e di fare uso di altre droghe illecite. Non è stata rilevata alcuna associazione tra l'uso della cannabis e comportamenti violenti o antisociali, o con problemi psicologici. Macleod non sostiene l'innocuità della cannabis ma definisce le evidenze finora fornite inconcludenti. Secondo Franjo Grotenhermen, direttore dell'International Association for Cannabis as Medicine (IACM), gli allarmi circa la pericolosità della sostanza sono spesso esagerati e pur potendo ritenere credibile il fatto che la cannabis possa causare danni psicosociali, ciò non è stato provato e, in ogni caso, la possibilità che essa provochi danni fisici, come quelli all'apparato respiratorio, non ne giustifica la completa proibizione, anche perché, così come accaduto per l'alcol, ciò non serve a diminuirne il consumo ma a spingere i giovani verso l'illegalità. A gennaio la Gran-Bretagna ha reso meno restrittive le norme sull'uso della cannabis, retrocedendola nella categoria C, quella della droghe a "basso rischio", la stessa categoria cui appartengono steroidi e antidepressivi. Da Italiasalute.it - Segnalato da Vito Palumbo e Claudio Vegliante



permalink | inviato da il 20/5/2004 alle 17:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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