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27 settembre 2006
politica estera
Che cosa succede in Afghanistan? Talebani buoni musulmani.
WaziristanAnche oggi feriti italiani e ieri addirittura un morto, ma è ormai da mesi che la situazione è preoccupante.
Purtroppo c'è uno Stato "amico" che ha fatto la pace con i talebani, anzi, gli ha dato la possibilità di crearsi uno Stato tutto loro, il Waziristan.
Questo Stato è il Pakistan. Tutte le volte che gli USA si alleano con qualcuno, prima o poi lo accol
tella alla schiena, perchè?
Eppure il presidente pachistano, generale Pervez Musharraf, è andato al potere grazie ad un golpe appoggiato dagli USA, ho capito... la solita storia che si ripete (vedi Iraq con Saddam Hussein).
Comunque la situazione con il Pakistan sta arrivando hai ferri corti e bisogna ricordare che questo Stato ha le armi nucleari.

Quest' amministrazione statunitense sta dimostrando il suo totale fallimento alla guerra al terrorismo e gli ultimi rapporti lo dimostrano.

Secondo me bisogna tirare fuori il piano B, sperando che ci sia.


PS Democratici sveglia! Non siete ancora stanchi, dopo 6 anni, di prendervelo nel culo?



permalink | inviato da il 27/9/2006 alle 16:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
16 agosto 2006
Al generale israeliano la guerra conviene...



permalink | inviato da il 16/8/2006 alle 8:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 luglio 2006
... e alla fine, Israele, ci porta alla guerra.
Che vergogna questa pazza Isarele, dopo l'autoattentato dell' 11 settembre, tutto quello che sono riusciti a fare è portarci alla guerra. Uccidere 4 dell' ONU è stato il peggior modo di nascondere l'uso di armi chimiche.
Capisco sempre meno le vostre ragioni e tutta questa macelleria non vi portera' a niente, perchè prima o poi si dovra' ritornare a parlare... non potete ucciderli tutti.

PS Intanto in Italia si parla esclusivamente di calcio... patetici.



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19 settembre 2005
Le Monde è impazzito? O siamo noi che non siamo informati?

«ZARQAWI E' MORTO»
PARIGI - «Al-Zarqawi è morto. Il suo nome è strumentalizzato dagli occupanti per rimanere in Iraq»: così, nero su bianco, ha detto un importante imam sciita iracheno intervistato da Le Monde, e – ancora più inaudito – Le Monde lo annuncia nel titolo (1).L’intervistato è lo sceicco Jawad Al-Khalessi, imam sciita della moschea Al-Kazemiya a Baghad, e rettore della scuola teologica annessa. Ha parlato a Parigi, dov’era di passaggio dopo aver partecipato a Lione a un incontro inter-religioso della Comunità di sant’Egidio.
La domanda di Le Monde: «Abu Mussa Al Zarqawi ha dichiarato guerra totale agli sciiti [in Iraq] e compie massacri. Che cosa pensate di questa dichiarazione di guerra?»
Ed ecco la risposta di Al-Khalessi: «non credo che Al Zarqawi esista in quanto tale. E’ solo un’invenzione degli occupanti per dividere il popolo. [Al Zarqawi] è stato ucciso a nord dell’Iraq al principio della guerra, mentre si trovava con il gruppo Ansar Al-Islam, nel Kurdistan. La sua famiglia, in Giordania, ha persino eseguito una cerimonia per la sua morte. Al Zarqawi è un giocattoli usato dagli americani, una scusa per continuare l’occupazione dell’Iraq. E’ un pretesto per non abbandonare il paese».
Ma perché, chiede il giornalista francese, dichiarare la «guerra totale” agli sciiti?
«Per gettarli nella braccia delle forze d’occupazione», risponde l’imam: «per fare che gli sciiti si facciano proteggere dagli americani anziché congiungersi alla resistenza. Perché gli sciiti partecipano alla resistenza al sud, come dimostrano certi attentati compiuti recentemente, specie a Bassora».
Che cosa pensa, domanda ancora il giornalista, della Costituzione che sta per essere sottoposta a referendum il 15 ottobre?
«E’ un testo adottato in fretta per adeguarsi all’agenda degli americani. Non riflette le speranze del popolo iracheno, che è preoccupato di sopravvivere di giorno in giorno e della sua sicurezza. Il progetto è stato concepito nella ‘zona verde’ di Baghdad, sotto dettatura dell’ambasciatore americano. Come ha detto uno specialista britannico dell’Iraq, ‘la Costituzione è come occuparsi di sistemare le sdraio sul ponte del Titanic che affonda’. L’Iraq sta affondando. In ogni caso, George Bush ha già pronta la sua dichiarazione, che dirà che la consultazione è stata un successo e un progresso sulla strada della democrazia. Ma cosa cambierà, per gli iracheni? ».
Allora, secondo lei, qual è la soluzione per salvare l’Iraq?

«Prima cosa: un calendario per il ritiro delle ruppe; secondo: mettere le competenze nazionali sotto la supervisione dell’ONU al servizio del Paese, e non più dei politici; terzo: dialogo nazionale con l’organizzazione di elezioni sotto il controllo internazionale. Se l’occupazione continua, la situazione non farà che peggiorare e sempre più iracheni si uniranno alla resistenza».
Altrove (2) abbiamo raccontato come sia stata creata in USA la personalità di Al Zarqawi. Con varie incertezze da parte della CIA: nel 2003 lo si dava per amputato a una gamba per ferite riportate in Afghanistan; poi «membri dell’intelligence USA», nel maggio 2004, concludono che «ha ancora tutt’e due le gambe». Il 29 aprile 2004, il Dipartimento di Stato annuncia che Al Zarqawi «sta preparando un attentato sul suolo americano». Ma due settimane dopo, l’11 maggio, assicura che è Al Zarqawi l’individuo con maschera nera che appare nel video che ritrae la decapitazione dell’americano Nick Berg a Baghdad. Quel presunto Zarqawi ha entrambe la gambe, porta una vera d’oro al dito (cosa vietata ai musulmani) e non parla con l’accento giordano come dovrebbe, visto che il vero Zarqawi è nato in Giordania. Da quel momento in poi, Al Zarqawi infuria in Iraq con una serie di attentati massacratori contro gli sciiti (maggioranza nel Paese), con lo scopo evidente di scatenare una guerra civile sciito-sunnita. L’intervista di Le Monde dimostra che i leader sciiti non sono caduti nel tranello, e sono consapevoli che la politica dei massacri è parte di una «strategia della tensione» guidata dagli occupanti.
di Maurizio Blondet
Note

1)
 Michel Sole-Richard, «Abou Moussab Al-Zarkaoui est mort. Son nom est utilisé par les occupants pour rester en Iraq», Le Monde, 17 settembre 2005.
2)
Confronta. il mio «Israele, USA, Terrorismo islamico», Effedieffe, 2005, pagina 61, capitolo «La creazione di Al-Zarkhawi».



permalink | inviato da il 19/9/2005 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
27 agosto 2005
Uranio impoverito... il metallo del disonore.
In inglese si chiama DU, che sta per depleted uranium, ovvero uranio impoverito. Detto così, il termine sa tanto di "piccola fiammiferaia", e viene quasi voglia di consolarlo rispetto al fratello benestante, EU (enriched uranium, o uranio arricchito), di cui è la "scoria naturale".
Ma anche il più povero dei poveri, in una famiglia che viaggia a 232 elettroni per atomo, è in grado di portare dei danni agli organismi viventi che nessuno di noi si augura di conoscere nemmeno da lontano. Il DU infatti ha "solo" il 60% della radioattività del fratello maggiore, e ha un tempo di decadimento "soltanto" dimezzato rispetto al primo, ovvero 4,5 miliardi di anni. Se ce l'hai in giardino, per i tuoi figli non dovrebbe fare una gran differenza.
Ebbene, il "giardino dell'Eden" di cui stiamo parlando pare sia l'intero Iraq. Dopo aver accumulato più di 500.000 tonnellate di uranio impoverito, in 50 anni di produzione di energia atomica, la "semina" da parte americana è iniziata con la prima Guerra del Golfo, nel 1991, ed è ripresa con la Seconda, che è ancora in corso. E così, mentre noi abboccavamo tutti come trote da concorso alla storiella dei bambini iracheni "staccati dalle incubatrici", i medici di quel paese riscontravano, fra le due guerre, un aumento nei tumori infantili del 400%.
All'interno del breve filmato che presentiamo - che in realtà è il trailer di un film, BEYOND TREASON (Tradimento Supremo), che di certo non verrà distribuito dalle major di Hollywood - ci sono alcune brevi immagini che non si possono guardare, ma che non si può fingere di non vedere.
Ma il DU è altamente efficace, penetra le corazze dei carri armati nemici con facilità estrema, serve a sua volta da protezione supplementare, e soprattutto non costa nulla: l'industria energetica è ben contenta di liberarsene a costo zero, facendone dono a quella bellica, che a sua volta ringrazia compiaciuta.
Anche questa è democrazia, anche questo è libero mercato.
Talmente conveniente è l'affare, visto da ambo i lati, che nel '96 Madeleine Albright, al tempo ambasciatrice USA alle Nazioni Unite, intervistata sull'utilità di una guerra il cui prezzo si aggirava sul mezzo milione di bambini, rispose "E' una scelta difficile, ma il prezzo - pensiamo valga la pena pagarlo" ("it is a hard choice, but the price - we think the price is worth it." ) La trasmissione era "60 Minutes", messa in onda dalla CBS il 12 Maggio del 1996.
Sempre parte del prezzo, ovviamente, devono essere anche i 425.000 soldati americani che da allora sono morti o hanno subito danni - diretti, o sui loro figli - per la prolungata esposizione all'uranio impoverito.
"Metal of disonhour" è il libro sull'argomento scritto da Ramsey Clark, l'ex Ministro di Giustizia americano, oggi attivista di punta contro le guerre di conquista del suo paese ("Demonize to colonize", "demonizzare per colonizzare", era la frase d'accusa con cui sintetizzava la politica mass-mediatica degli Stati uniti, iniziata appunto con la demonizzazione di Saddam nella prima Guerra del Golfo).
Ramsey Clark (da non confondersi con Wesley Clark, il generale alla guida delle forze NATO in Jugoslavia nel '99) sostiene che nella prima guerra del Golfo siano state lasciate sul terreno iracheno circa 350 tonnellate di uranio impoverito, a cui si aggiungerebbero le circa 2.400 tonnellate rovesciatevi di recente dai cannoni americani, nella guerra ancora in corso. In totale, circa 120.000 volte la radioattività dell'atomica di Nagasaki. Non centoventi, centoventimila. I dati riportati dal filmato sembrano confermare.
L'unica consolazione (che ci concede fra l'altro il prezioso alibi per restare alleati in crimini di tali dimensioni storiche) è, per dirla con il Presidente del Senato Pera, che in fondo sono solo "meticci".
Massimo Mazzucco (www.luogocumune.net)
Scarica il video (4.5 MB - WMV - 2 min. 30. sec. - sott. it.)
Vai all' intervista su R.S.A. dedicata all'argomento.



permalink | inviato da il 27/8/2005 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
11 marzo 2005
Uranio impoverito e le sue vittime "invisibili".
di Bob Nichols Se si considera la quantità di uranio impoverito che è stato riversato in Irak, durante e dopo la guerra, si può dire che stiamo parlando di una guerra nucleare. Se si considera la quantità di uranio impoverito che è stato riversato in Irak, durante e dopo la guerra, si può dire che stiamo parlando di una guerra nucleare. Secondo una Newsletter spedita lunedì scorso da parte dell’associazione Psichiatria Preventiva (Preventive Psychiatry) i motivi per i quali, agli inizi di questo mese, il segretario Anthony Principi si è dimesso sono da ricondursi allo scandalo suscitato dall’utilizzo dell’uranio impoverito in combattimento. La Newsletter n. 169 dell’associazione, riporta, secondo Arthur N. Bernklau, direttore di Veterani per una Legge Costituzionale a New York, che: “i veri motivi delle dimissioni di Principi non sono stati divulgati, tuttavia esiste un rapporto speciale pubblicato dall’eminente scienziato Leuren Moret il quale fa ricadere la causa principale della “Sindrome del Golfo” sull’uso dell’uranio impoverito, per questo motivo è aumentato lo scandalo a causa del fatto che si continui a utilizzare tale materiale nel munizionamento dell’Esercito Americano.” Bernklau ha anche scritto: “Questa condizione (derivante dall’uranio impoverito), che ha colpito e fatto morire migliaia dei nostri soldati, è stata finalmente identificata come la causa della malattia, senza lasciare adito a interpretazioni. La terribile verità è stata scoperta.” Inoltre: “Su 580.400 soldati in servizio nel Golfo1 (la prima guerra) 11.000 sono deceduti! Nel 2.000 vi erano 325.000 militari riconosciuti affetti da Invalidità Permanente. Questa quantità sorprendente di “Veterani disabili” sta a indicare che dieci anni dopo il conflitto la percentuale di militari affetti da problemi medici è arrivata al 56 per cento delle truppe impiegate.” Nelle guerre precedenti la percentuale si aggirava sul 5 per cento, nel Viet Nam sul 10 per cento. “ Il segretario dell’associazione dei veterani (Principi) era al corrente di queste cifre sin dal 2000, però, assieme alla amministrazione Bush, ha tenuto nascosto i risultati, oggi però, grazie al rapporto Moret, (questo fatto)…è troppo grave per cercare di nasconderlo o di insabbiarlo.” “Terry Jamison, (un funzionario dell’associazione veterani addetto alle pubbliche relazioni) ha affermato recentemente che i “Veterani della prima guerra del Golfo, dal 1991 a oggi, riconosciuti disabili sono arrivati alla cifra di 518.739.” Secondo Berklau: “Gli effetti sul lungo periodo dell’ossido di uranio corrispondono praticamente a una sentenza di morte…Marion Fulk, un chimico di fisica nucleare, ora a riposo dopo aver lavorato nei laboratori della Lawrence Livermore Nuclear Weapons, ed aver anche partecipato al Progetto Manhattan, considera il nuovo e rapido svilupparsi di malattie sui soldati (della seconda guerra del Golgo, nel 2003) “ sorprendente … e veramente motivo di preoccupazione!” Alla domanda se lo scopo principale nell’uso dell’uranio impoverito era quello di “ distruggere le cose e uccidere le persone” Fulk è stato più specifico: “Direi che si tratta di un’arma perfetta per uccidere un gran numero di persone!” Fonte: www.sfbayview.com Traduzione per www.comedonchisciotte.net a cura di Vichi



permalink | inviato da il 11/3/2005 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
23 settembre 2004
La guerra (infinita?) al terrorismo...
... rende il dialogo sempre più difficile con l'Iran. -Il governo iraniano vuole blindare i bloggers iraniani- La comunità dei bloggers iraniani è a dir poco particolare. Io, mi sbilancio, la definisco straordinaria. Da pochi giorni migliaia di bloggers sono nuovamente "in agitazione". Le notizie che arrivano da Teheran sono infatti sconcertanti. 1. Alcuni esponenti del regime cominciano a parlare seriamente della creazione di un Intra-Net iraniano. Per capirci: un internet "recintato"; solo siti iraniani e controllati sarebbero accessibili in una ipotesi del genere. Sarebbe lo scacco alla Rete, quella vera, quella libera. 2. Alcuni tra i siti riformisti più attivi sono stati, dopo essere stati filtrati e monitorati per mesi dal regime iraniano, definitivamente bloccati. Emrooz, Rooydad e Baamdad: questi i nomi dei siti. Un'ipotesi potrebbe essere quella di gemellarci simbolicamente con loro. Chi volesse, a partire dai bloggers de Il Cannocchiale, potrebbe scrivere: orgogliosamente gemellato con Emrooz! (...) Fonte: http://iranwatch.ilcannocchiale.it/ -Nucleare, l'Iran avverte Israele: "Se attaccati reagiremo duramente"- Teheran - 23 Settembre 2004 -- L'Iran ha annunciato che reagira "molto duramente" a qualsiasi azione di Israele contro i suoi impianti nucleari. L'avvertimento è stato diffuso dopo che Israele ha detto che gli Stati Uniti stanno vendendogli 500 bombe capaci di sfondare i bunker. Le autorità militari israeliane avevano detto martedì che stanno per ricevere dagli Usa circa 5.000 bombe di ultimo tipo, comprese 500 bombe da una tonnellata capaci di distruggere muri spessi due metri. Fonte: www.reporterassociati.org -Negroponte il censore?- Secondo l'agenzia Iraniana Irna, forze di sicurezza irachene e americane, in un'operazione congiunta, hanno chiuso a Baghdad l'ufficio di corrispondenza della televisione di Stato iraniana in lingua araba «Al Alam». Il direttore di Al Alam, Mohammad Sarafaraz, ha denunciato che la chiusura è stata «probabilmente dovuta alla diffusione trasparente di notizie sulla vera identità di coloro che prendono ostaggi in Iraq e dei terroristi responsabili per i ciechi attentati dinamitardi contro i civili iracheni». Attività dietro alle quali secondo Sarafaraz, vi sarebbe l'ambasciatore americano a Baghdad, John Negroponte, esperto di operazioni di destabilizzazione. Il direttore di Al Alam ha detto anche di avere «informazioni autentiche», complete di «dettagli e nomi degli agenti americani». Al Alam aveva raccontato a giugno la vicenda di otto militari britannici catturati dall'Iran dopo che erano «sconfinati» in acque iraniane sullo Shatt al Arab, lungo la frontiera con l'Iraq.



permalink | inviato da il 23/9/2004 alle 10:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
7 settembre 2004
In Iraq non c'è alcuna sicurezza.... neanche a Bagdad.
Simona Torretta e Simona Pari le due volontarie italiane rapite in Iraq. Simona Torretta, romana, è la coordinatrice di un progetto per la ricostruzione della biblioteca di Bagdad. Opera in Iraq dal 1999. Simona Pari, di Rimini,segue i programmi per il ripristino dell'attività scolastica a Bagdad e a Bassora. Ha lavorato a lungo anche in Afghanistan. COMMENTO A CALDO: Questo dimostra a tutti che non c'è possibilità di dialogo con questi terroristi...VENDETTA! Hanno ragione Putin e il Bush's team contro questa gente non ci puo essere dialogo, alla faccia dell'Europa cagasotto.... VENDETTA! Dobbiamo andare là e distruggere "tutto" il Medio Oriente con bombe nucleari a corto raggio e napalm... VENDETTA! Ma cosa stiamo aspettando, che ci uccidano tutti?... VENDETTA! Firmato: BaccoSanguinario influenzato da Christian Rocca e Vittorio Feltri. PS Certi giornalisti fanno male alla salute mentale.



permalink | inviato da il 7/9/2004 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
22 luglio 2004
In Iraq anche i bambini torturati?
UNICEF e il pericolo pedofilia in Iraq. Amnesty International ha ufficialmente protestato perché ai suoi funzionari è stato «rifiutato l’accesso» ai centri di detenzione delle forze della coalizione in Irak, eccettuata una breve visita permessa in una prigione di Mosul nel nord del paese. Clarissa Bencomo, ricercatrice dell’osservatorio per i diritti umani Human Rights Watch ha sostenuto come ai loro operatori venga negato l’accesso ai bambini detenuti, essi temono che i bambini vengano tenuti prigionieri in condizioni degradanti o insicure. Inoltre, dall’inizio dell’anno l’UNICEF, organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dei diritti dell’infanzia, ha espresso in un documento viva preoccupazione sui bambini imprigionati: «L’UNICEF è profondamente preoccupata per le notizie degli organi d’informazione che riportano che tra le persone che hanno subito abusi nei centri di detenzione e prigioni in Irak vi possano essere bambini. Anche se queste notizie non sono state indipendentemente verificate, esse sono comunque allarmanti». Il documento sottolinea come «ogni maltrattamento, abuso sessuale, sfruttamento o tortura di bambini in stato di detenzione sono una violazione delle leggi internazionali – inclusa la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia». L’accesso ai bambini detenuti si presenta difficile e le organizzazioni che si occupano dei diritti umani sono preoccupate, particolarmente dopo la diffusione nello scorso aprile delle immagini che mostravano personale militare statunitense compiere violenze e abusi sessuali sui prigionieri. Questo allarmismo non è senza motivi dal momento che Seymour Hersh, noto e stimato anziano giornalista ha dichiarato nel corso della conferenza annuale dell’American Civil Liberties Union che sono stati girati dei videofilmati su ragazzini mentre venivano sodomizzati nella prigione di Abu Ghraib. Hersh, prestigioso collaboratore del New Yorker, sostiene che l’amministrazione statunitense nasconde i filmati di questi crimini e che «E’ terribile udire le urla dei bambini mentre vengono violentati», aggiungendo come sia «massiccia la quantità di atti criminali che viene coperta dagli alti comandi sul posto e da autorità ancora più elevate negli USA». Fonte: www.disinformazione.it



permalink | inviato da il 22/7/2004 alle 9:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
13 maggio 2004
Jena 12/05/2004

Occhi
Uomini mascherati, terroristi o resistenti fate voi, hanno tagliato la testa a un cittadino americano mostrandola poi come un trofeo alla telecamera, mentre altri uomini mascherati si sono impossessati di pezzi di soldati israeliani appena uccisi ponendo condizioni per il loro (loro dei pezzi) rilascio. I deboli del mondo reagiscono alle torture dei forti in maniera altrettanto forte e sin troppo letterale, occhio per occhio.

(jena)




permalink | inviato da il 13/5/2004 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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