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13 luglio 2010
TECNOLOGIE
Auto elettriche: le ultime parole famose?


Renault DeZir concept

 

Sapete quante auto elettriche sono state vendute l'anno scorso a livello globale? Duemilacento. E dovrebbero avere un impatto sul nostro business? Fa ridere, sono sciocchezze!”.

Harald Wester (direttore tecnico del gruppo Fiat e amministratore delegato di Maserati, Abarth e Alfa Romeo)

 

Intanto in Cina

Intanto in USA

Intanto Renault-Nissan


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9 febbraio 2010
teatro
Oggi nebbia...

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17 novembre 2009
sentimenti
Maltempo di Novembre

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28 ottobre 2009
fotografia
Water Reflections

http://www.humor-articles.com/wp-content/uploads/2009/10/waterreflections4.jpg

 

http://www.humor-articles.com/wp-content/uploads/2009/10/waterreflections2.jpg

 

http://www.humor-articles.com/wp-content/uploads/2009/10/waterreflections10.jpg

Humorarticles ha raccolto in una gallery i paesaggi più belli riflessi dall’acqua


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12 ottobre 2009
SCIENZA
Acqua dal vento, Eole Water

Ecco l’uomo che trasforma l’umidità dell’aria in acqua potabile. Si chiama Marc Parent, ed è l’inventore del generatore eolico Eole Water. Il suo sogno? Diffondere la sua creatura nei paesi in via di sviluppo.

Marc Parent, 43 anni, vive e lavora a Sainte Tulle, nel sud della Francia. Le sue turbine sono alimentate dal vento,  possono avere una vita media di quindici anni e sono completamente riciclabili. Il suo progetto è stato brevettato e potrebbe cominciare la produzione su larga scala, se ci fossero investitori interessati.

Dopo aver letto le caratteristiche e le performance di Eole Water, ci si rende conto che questa soluzione è decisamente più economica, sicura e vantaggiosa dei pozzi scavati nei paesi colpiti dalla siccità. Le turbine possono essere installate ovunque.

Basta il vento ad alimentarle. Non c’è bisogno di energia elettrica prodotta da altre fonti.

Caroline Politi ha intervistato Marc Parent per L’Express

Marc Parent e la sua invenzione (foto di Stéphane DUCLET)




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11 giugno 2009
politica estera
Puntare solo su nucleare fu "errore collettivo"

Chi mai avrà detto queste sacrileghe parole? Un nemico della italica patria? Un sovversivo? Un bieco sobillatore ambientalista?

Leggiamo. ( Ho voluto criptare il nome e il cognome a scanso di proteste)

"Puntare esclusivamente sul nucleare a discapito delle altre energie rinnovabile fu "un errore collettivo" in Francia: lo ha affermato xxxxx, due giorni dopo l'ottimo risultato elettorale dei Verdi (oltre il 16% dei voti) nelle consultazioni europee. xxxxx - in visita all'Istituto Nazionale francese per l'Energia solare (Ines) - si è quindi impegnato "laddove si spende un euro oper il nucleare, a spendere la stessa cifra per la ricerca delle tecnologie alternative": "Un obbiettivo da raggiungere non nel 2015 o nel 2020, ma il più presto possibile". La Francia, ha concluso xxxxx, dovrà diventare "leader del domani nelle tecnologie a emissioni zero" senza "nulla abbandonare" delle conoscenze tecnologiche acquisite nel campo del nucleare civile."

Boh. Controlliamo meglio attraverso una ricerca sulla Rete immettendo nel motore di ricerca :" nucléaire". Ecco cosa viene fuori:

Sarkozy "réaffirme son soutien sans faille au nucléaire" - qui -
Energie: le tout nucléaire a été "une erreur", juge Sarkozy - qui -
Nucléaire et énergies renouvelables, Sarkozy veut une France leader 10/06/2009 08:49 (Par Pierre MELQUIOT) - qui -
N.Sarkozy : "Le tout nucléaire a été une erreur" - qui -

Non è una bufala! Allora si può sostituire "il Presidente Nicola Sarkozy " a xxxxx .

MondoElettrico




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27 febbraio 2009
POLITICA
Silvio Berlusconi è un vecchio "boccalone"... che disastro.
Nel maggio del 2004 il Cavaliere diede prova del proprio genio firmando con il Presidente francese Chirac un accordo in merito alla suddivisione dei costi del TAV in Val di Susa, nell’ambito del quale l’Italia era disposta ad accollarsi il 50% del costo totale della tratta internazionale (di 72 km) pur risultando essa solamente per un terzo di competenza italiana. I francesi ringraziarono e portarono a casa il cadeaux.

Il 30 novembre 2005, costretto a trovare un barbatrucco che potesse permettere alla società Impregilo di defilarsi dal disastroso affare dei rifiuti in Campania, il genietto di Arcore varò nientemeno che un decreto legge che consentiva la risoluzione ope legis dei contratti con le società appaltatrici. Impregilo ringraziò e pochi mesi più tardi venne perfino premiata con l’appalto per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.

Alla fine di agosto 2008 il salapuzio più famoso d’Italia firmò il cosiddetto accordo fra Italia e Libia, nell’ambito del quale l’Italia si impegnava a versare 5 miliardi di dollari a Gheddafi, in cambio della promessa di un maggior controllo da parte del paese libico in merito alle imbarcazioni cariche di clandestini che regolarmente salpano alla volta delle coste italiane, e dopo la stipula dell’accordo hanno continuato a salpare in quantità superiore a quanto accaduto in precedenza. Gheddafi sta ancora sorridendo compiaciuto ed ottimista.

Nell’autunno dello scorso anno il Silvio “nazionale”, dopo avere fortemente osteggiato la vendita di Alitalia ai francesi caldeggiata dal governo Prodi, ha pensato bene di svenderla ad una cordata d’imprenditori italiani che si sono a loro volta premurati immediatamente di risvenderla ai francesi, ad un prezzo notevolmente più contenuto rispetto a quello che Air France era disposta a sborsare solo qualche mese prima. I quotidiani d’oltralpe sono parsi perfino imbarazzati quando si sono ritrovati a fare dell’ironia sulla vicenda.

Due giorni fa il 24 febbraio 2009, un Silvio Berlusconi impettito come non mai ha realizzato il suo vero capolavoro, firmando a Roma con il presidente francese Nicolas Sarkozy un accordo che prevede in collaborazione con la Francia la realizzazione sul suolo italiano di 4 centrali nucleari che utilizzeranno la tecnologia francese. Una vera manna per la Francia, unico paese al mondo a dipendere quasi totalmente (circa 80%) dal nucleare per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico, ed ha necessità di esportare e capitalizzare i propri investimenti nell’atomo.

Letto qui


Promemoria
La denuncia arriva da Ecodem, associazione nazionale degli ambientalisti del Partito Democratico, secondo cui i numeri paventati dal governo sul beneficio dell'energia nucleare sono completamente sballati.
Prima falsita': le scorie. Non e' vero che il nucleare di nuova generazione produce meno scorie. Le quattro nuove centrali nucleari da 1,6 GW a tecnologia francese consumeranno infatti oltre 30 tonnellate di uranio arricchito all'anno che inevitabilmente generano rifiuti radioattivi.
Seconda falsita': la quota di produzione. E' stato affermato che gli impianti produrranno a regime il 25% del consumo nazionale, ma la cifra e' esagerata.
Quattro centrali potranno al massimo produrre 45 TWh di energia che oggi rappresentano circa il 13% del consumo nazionale.
Terza falsita': “Non e' assolutamente vero che l'Italia importa una grande quantita' di energia elettrica dall'estero, per lo piu' dal nucleare francese. Importiamo solo il 12,5% dell'energia e il dato interessante e' che ben l'80% di quell'energia e' prodotta da fonti rinnovabili, e non dal l'atomo”.
Quarta e ultima falsita': la spesa. Occorrono 20 miliardi di euro per quattro centrali, 5 per ogni impianto. In Finlandia, dove stanno costruendo una centrale a tecnologia francese, i costi finali sono raddoppiati rispetto ai preventivi.
(Fonte: Ansa Ambiente)



permalink | inviato da BACCO il 27/2/2009 alle 8:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 febbraio 2007
Sul solare l'Ialia finalmente si muove.
Incentivi fiscali sui pannelli solari

Aumentano gli incentivi fiscali per l'installazione dei pannelli solari termici, i collettori adibiti alla produzione di acqua calda sanitaria. La detrazione d'imposta prevista in Finanziaria 2007 è pari al 55% dei costi documentati e sostenuti dai contribuenti, fino a un bonus fiscale massimo di 60mila euro. Il recupero fiscale avverrà in tre quote annuali di uguale importo. Le regole per usufruire del vantaggio saranno le stesse già utilizzate per le opere di restauro sul patrimonio. I cittadini interessati dovranno inviare una raccomandata indicando la data di inizio lavori redatta su un apposito modello. Rispetto al passato le spese sostenute dovranno però essere pagate esclusivamente mediante bonifico bancario, indicando nella causale del versamento i dati del beneficiario della detrazione. Un aspetto di fondamentale importanza per evitare il fenomeno dei preventivi "gonfiati" al rialzo. L'ottenimento della detrazione d'imposta è vincolata a ulteriori due condizioni: un tecnico abilitato dovrà verificare i requisiti dell'impianto; l'utente dovrà acquisire la certificazione energetica dell'edificio o un attestato di qualificazione energetica. Anche le opere di coibentazione degli edifici esistenti potranno beneficiare della detrazione Irpef del 36%. Per tutti i dettagli sulla detrazione rimandiamo al decreto di attuazione, sarà emanato entro il 28 febbraio 2007 dal Ministero dell'Economia.

Ecoage






permalink | inviato da il 14/2/2007 alle 9:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
12 febbraio 2007
Auto ad aria compressa... finalmente.

Eolo TATA











Con un comunicato stampa la Tata Motors (colosso indiano dell'automobile) annuncia di aver stretto un accordo con la MDI la famosa azienda inventrice di Eolo l'auto ad aria compressa.

Il commento di Jacopo Fo.

Il fatto che un'azienda dello spessore di Tata abbia deciso di investire su questo progetto dimostra che non si tratta dell'invenzione bislacca di un folle.
In molti ne siamo convinti da anni. Quando 6 anni fa salii su uno dei primi prototipi, nella fabbrica di Marsiglia, ebbi la sensazione di muovermi con la macchina del futuro.
Era un'auto straordinaria, un'invenzione geniale, economica e ecologica. Una monovolume a sei posti, grande bagagliaio, 200 chilometri di autonomia, raggiungeva i 120 chilometri orari, consumava 3 euro di elettricita' per percorrere 100 chilometri e sarebbe dovuta costare 12mila euro. Veniva alimentata direttamente con aria compressa allo stato liquido, contenuta in due grandi bombole, alloggiate sotto l'auto per tutta la sua lunghezza. In alternativa era dotata di un compressore elettrico capace di riempire le bombole. Per ottenere un pieno era sufficiente collegarla per una notte a una presa di corrente.
Insomma gia' 6 anni fa era un'auto strepitosa. Tra l'altro si avvaleva di ben 56 brevetti originali. Tutto era particolare: dall'impianto elettrico con 3 chilogrammi di fili al posto dei 30 di una comune auto di media cilindrata, ai sedili con anima tubolare che proteggevano il conducente in caso di incidente, al meccanismo per abbassare manualmente i vetri dei finestrini. La carrozzeria era stata progettata per essere leggerissima, offrire ottimi risultati nei crash test e venir costruita anche in fibra e resina di canapa.
Ma, nonostante le potenzialita' ecologiche ed economiche di quest'auto, sono passati gli anni e i Négre non sono ancora riusciti a omologarla in Francia. E qui bisogna proprio fermarsi e chiedersi come sia possibile che per cosi' tanto tempo si sia riusciti a bloccare la commercializzazione di un mezzo simile.
Ora, appunto, la scesa in campo di Tata Motors cambia tutta la situazione.
Ho telefonato alla MDI e ho sentito aria di grande festa. E' tutto vero, mi confermano. Entro un anno e mezzo gli indiani inizieranno a vendere questo miracolo tecnologico, sbeffeggiato dalle grandi case europee produttrici di automobili, sabotato dalla lobby dei petrolieri e da politici ottusi.
E di certo dopo l'omologazione in India sara' difficile per i burocrati europei negare il permesso di circolazione sulle nostre strade all'auto ad aria compressa.

Il segreto di quest'auto sta in un'idea rivoluzionaria. Ai tempi, gli ingegneri della Fiat elaborarono un'analisi tecnica di 16 pagine che dimostrava che questo mezzo avrebbe potuto percorrere solo pochi chilometri, molti meno dei 200 che millantavano i Négre. E non avevano tutti i torti: per quanto si possa immagazzinare molta aria compressa allo stato liquido, questa puo' esprimere solo poca potenza. Ma Négre aveva escogitato un sistema per moltiplicare l'autonomia del mezzo.
Infatti, l'aria compressa a 300 bar di pressione esce dalle bombole a 70 gradi sotto zero. Più l'aria e' compressa più e' fredda, e' un principio noto ma non pienamente sfruttato fin'ora nelle sue possibili applicazioni.
Ne'gre invece di usare direttamente la pressione dell'aria, la faceva entrare in un contenitore dove veniva scaldata dalla temperatura stessa dell'auto. In questo modo l'aria, aumentando di temperatura, si espande notevolmente e solo a questo punto veniva utilizzata la forza della sua pressione. Ed e' questo il segreto che consentiva all'auto di raggiungere un'autonomia di 200 chilometri.
Uso il passato perche' in questi anni i prototipi sono stati ulteriormente sviluppati. Nell'auto ad aria compressa e' stato integrato un serbatoio di gas e il motore puo' essere indifferentemente azionato dalla combustione del gas o dall'aria compressa. E', cioe', un motore ibrido. Cosi', se non c'e' modo di alimentare l'auto con una presa di corrente o un pieno di aria compressa liquida, si puo' farla andare con il gas che gia' e' supportato da una rete di distributori.
Ma la presenza del gas ha anche un'altra funzione che ha portato l'ultimo modello a un'autonomia di 500 chilometri e una velocita' di 150 chilometri orari. Infatti l'aria in uscita dalle bombole ora viene scaldata nel "vaso di espansione" con una fiamma alimentata dal gas cosi' da moltiplicare ulteriormente il volume dell'aria e quindi moltiplicare la quota utilizzabile di pressione. Invece di utilizzarla a 2-3 gradi di temperatura la si porta a 30 gradi. E, come abbiamo detto, aumentando la temperatura, l'aria si espande ulteriormente.
Infine si e' sperimentato l'uso di meccanismi che recuperano l'attrito della frenata dell'auto e dell'inerzia nei percorsi in discesa per sviluppare elettricita' che permette di comprimere altra aria nelle bombole. Insomma, l'auto che si sono comprati gli indiani e' veramente "completamente diversa".
Ma qualche europeo che si dovesse svegliare all'ultimo momento avrebbe ancora la possibilita' di buttarsi sull'affare, almeno per quanto riguarda alcuni paesi dove i diritti di sfruttamento dell'invenzione sono ancora liberi.
Infatti, il meccanismo commerciale con la quale quest'auto viene proposta e' anch'esso particolare. MDI detiene i brevetti e cede fabbriche chiavi in mano e diritti commerciali di esclusiva su un dato territorio. Tata Motors ha comprato i diritti per l'India. Ma, ad esempio, Eolo Italia, che deteneva i diritti per il nostro paese, pare non esista più e quindi i diritti potrebbero essere liberi.
Vedremo quel che succedera' ora. E certo la partita non e' chiusa. Resta da registrare che insieme all'auto ad aria compressa sono molte le tecnologie che le Multinazionali del Dolore sono riuscite a sabotare.
Vi ricordate le campagne di linciaggio contro gli scopritori della fusione fredda?
Oggi nessuno più la mette in discussione e ci sono decine di brevetti registrati. Ma ancora gli investimenti nella ricerca, per arrivare ad applicazioni industriali, sono minimi.
E che dire del progetto delle torri energetiche da impiantare nei deserti? Bloccato anche quello. Si tratta di enormi tubi, alti 800 metri e larghi 400. Sarebbero da installare nei deserti più torridi. Alla base migliaia di metri quadrati di pannelli solari scaldano l'aria che salendo attraverso il tubo si espande grazie all'alta temperatura dando vita a un vero e proprio tornado artificiale all'interno del tubo stesso. In cima una schiera di pale eoliche azionano enormi turbine che producono elettricita'. Figuratevi che basterebbero 40 di questi tuboni per produrre l'energia elettrica necessaria a tutto il pianeta. Anche questo progetto e' bloccato da anni.
E vorrei notare che anche qui, come nel caso del motore ad aria compressa, siamo di fronte a un uso trasversale di conoscenze vecchie sulle interazioni tra temperatura e dilatazione dell'aria.
Ma la lista delle invenzioni bloccate e' lunga (vedi il libro "Olio di colza e altri 30 modi per risparmiare" http://www.commercioetico.it/libri/jacopo-fo.html).
Nel nostro piccolo il premio Nobel Rubbia ha dovuto andarsene in Spagna per veder realizzata la sua idea di centrale solare "di potenza". Una cosa geniale: con specchi e lenti si scalda fino a 500 gradi una miscela di sali minerali contenuta in tubi di metallo brunito posti all'interno di tubi trasparenti, isolanti termicamente. Vengono scaldate sostanze innocue simili chimicamente ai comuni fertilizzanti agricoli. Queste sostanze a 500 gradi sono liquide e vengono accumulate in un grande serbatoio sotterraneo, coibentato per non disperdere il calore. In questo modo lo si puo' utilizzare sia di giorno che di notte per produrre elettricita'. Con questo calore viene portata dell'acqua a 100 gradi e si sfrutta il vapore cosi' prodotto per azionare un generatore elettrico a turbina.
Fra duecento anni i nostri pronipoti si chiederanno increduli: "Ma perche' se avevano gia' tutte le invenzioni necessarie per evitare l'inquinamento hanno continuato per decenni a suicidarsi respirando petrolio bruciato?"
La risposta sara' una sola:"Erano coglioni!"




permalink | inviato da il 12/2/2007 alle 9:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
15 dicembre 2006
Enel: le due facce della stessa medaglia.



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